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Riecheggia ancora

Sadder still to watch it die Than never to have known it For you, the blind who once could see The bell tolls for thee NP ≪Racconta, sai, che ultimamente dorme poco. Si sveglia nel mezzo della notte, il mondo che si esprime solo frusciando o con remoti rintocchi metallici, e se ne rimane tra … Leggi tutto Riecheggia ancora

L’immersione come gomma che cancella

I denti sono trecce d’aglio pendenti dal soffitto cupo. Le arcate, disallineate per innati difetti gnatologici, si spalancano su di me, preda zoppa, bolo potenziale. Balbetto passi. Forme sfocate, tinte insature. Scippo al buio intermittente un braccio inchiodato al muro sulla destra. Un chiodo nel polso, come il Vigliacco, laddove un tempo sbocciava la mano … Leggi tutto L’immersione come gomma che cancella

Walk in the park

Disegna un cerchio sulla condensa della finestra. Una volta sapeva disegnare cerchi perfetti, ma questo gli viene deforme – si nota la forzatura nel far coincidere il finale con l’inizio. Poi, un po’ con l’indice e un po’ col dorso della mano, cancella l’interno. Il mondo appare. La campagna livida come in un Eugene Smith. … Leggi tutto Walk in the park

Assolo di Natale

Il suono ambiguo e complesso dello sportello che si chiude. Certe notti, come diceva quello. Ambiguo perché o si entra o si esce, e fa tutta la differenza del mondo. Complesso perché compresso – meno cazzata di quel che sembra. Tipo uno svelto accordo – le corde vicine vicine che si rasentano, un muro di … Leggi tutto Assolo di Natale

Labarda Levata: un ulteriore sguardo dietro le quinte

Sasha Tapinassi: lo dico d’emblée, accantonando qualsivoglia velleità di suspense. Questo, dunque, è il mio nome. I più agées di certo mi ricorderanno come il Sascino di Paesante; più d’uno si rammenterà della Cascina di Sasha, il cohousing neo hippy ante litteram stroncato dall’irruzione delle forze dell’ordine l’undici di luglio dell’ottantadue, più o meno in … Leggi tutto Labarda Levata: un ulteriore sguardo dietro le quinte

Via Fornace Vecchia

[…] Si avvicinò alla finestra e guardò fuori. La giornata puntava a scurirsi. Uno stormo di uccelli, gestalt compatta di ali e cervelli minuscoli e sbalorditivi, spazzò il cielo da destra a sinistra. Vide l’anonima casetta dai muri malstuccati, una volta ci stava il Cosci, un umbratile milanese senza moglie né nuca che di tanto … Leggi tutto Via Fornace Vecchia

Viva Cencio’s

Happiness is the absence of unpleasant information W. T. Vollmann, Europe Central Bretella borbotta qualcosa che in ritardo, e solo grazie al contesto (per i cristalli liquidi sul cruscotto sono le 22.37), decodifico come un È troppo presto. Così sostiamo per un drink. Al Pinocchio, la statale brilla di pioggia recente, l’aria è nuova e … Leggi tutto Viva Cencio’s

Organisti

Ci sono giorni che segnano uno spartiacque nella storia, dando vita a un prima e un dopo completamente diversi. L’undici settembre, il giorno in cui il mondo è cambiato per sempre, lo ricordo ancora in modo chiaro: tutti noi ci ricordiamo cosa stavamo facendo nel momento esatto in cui ci fu il primo e più … Leggi tutto Organisti

La nuvolaccia nera – Radio Libera Collebrunacchi (I)

Come ve la passate, trapassati? Qui è il vostro affezionatissimo fionda-messaggi-dal-futuro che vi parla, il vostro occulto scrutatore, l’occhio barbuto che vede il prima e vede il dopo e vede l’intermezzo sfuggente. Secondo dopo secondo dopo secondo. Qui Radio Libera Collebrunacchi in tutto il suo splendido splendore. Notte nera? Et voilà la storia vera. Vera … Leggi tutto La nuvolaccia nera – Radio Libera Collebrunacchi (I)

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